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Obiettivo 10 - Ridurre le disuguaglianze



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Cresce il divario di reddito tra la popolazione più ricca e quella più povera, nonché tra regioni. Utili le misure antipovertà, ma servono anche interventi che incidano sulla parità di accesso alle opportunità e sulla formazione dei redditi primari.

La lunga recessione e la debole ripresa economica hanno profondamente inciso sul tessuto sociale del Paese, in particolare sulle fasce più deboli. Il divario fra il reddito disponibile equivalente ricevuto dal 20% della popolazione con più alto reddito (quintile più ricco) e quello del 20% con più basso reddito (quintile più povero) è, in Italia, molto elevato ed è aumentato nell’ultimo decennio: il rapporto interquintilico è passato dal 5,4 del 2006-2007 al 5,6 del 2012 al 6,3 del 2016, rispetto a una media europea che si attesta al 5,2. Alcune regioni (Sicilia, Sardegna, ma anche Umbria, Lombardia e Lazio) registrano negli ultimi tre anni un forte aumento delle disuguaglianze di reddito.

Per la riduzione delle disuguaglianze sono stati presi alcuni importanti provvedimenti strettamente connessi con altri Obiettivi: nell’ambito del Goal 1 (Povertà), la legge delega approvata nel marzo scorso dal Parlamento incentrata su una strategia nazionale per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze; per il Goal 3 (Salute) l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza; per il Goal 4 (Istruzione), il Programma operativo nazionale 2014-2020. Inoltre, la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi fondamentali è al centro della Strategia Nazionale per le Aree Interne, una politica nazionale oggi estesa a oltre settanta aree lontane dai grandi centri di servizio, che coprono un quinto del territorio nazionale, con circa due milioni di abitanti. La Strategia è entrata nella fase operativa con l’approvazione dei primi Accordi di Programma Quadro attuativi.

Per ridurre le disuguaglianze occorre innanzitutto potenziare il Reddito di inclusione all’inizio della nuova legislatura e sviluppare e realizzare con urgenza un piano di contrasto alla povertà. Inoltre, sono necessari interventi pre-redistributivi in grado di incidere sull’effettiva parità di accesso alle opportunità e sulla formazione dei redditi primari, attraverso linee di intervento prioritarie quali: la realizzazione di un’azione pubblica che riduca i divari derivanti dall’influenza delle condizioni familiari sulla capacità di accedere a servizi di qualità nei campi dell’istruzione e della salute; l’accesso di persone con competenze  imprenditoriali al governo delle imprese e ai risultati della ricerca, nonché la partecipazione e il contributo autonomo dei lavoratori alle imprese, ad esempio mediante una maggiore partecipazione in azienda di manager esterni, misure per favorire il trasferimento dell’azienda in caso di operazioni di workers buyout, una rimodulazione delle norme riguardanti le imposte di successione e la promozione di modelli di impresa socialmente responsabile.

Contesto internazionale

La comunità internazionale ha fatto progressi significativi per sottrarre le persone alla povertà.  Le nazioni più vulnerabili - i Paesi meno sviluppati, i Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e i piccoli stati insulari in via di sviluppo - continuano a farsi strada per ridurre la povertà. Tuttavia, l’ineguaglianza persiste e rimangono grandi disparità di accesso alla sanità, all’educazione e ad altri servizi. Inoltre, mentre la

disparità di reddito tra i diversi Paesi sembrerebbe essersi ridotta, la disparità all’interno dei Paesi è aumentata. 

Fatti e cifre

  • In media - e prendendo in considerazione la dimensione della popolazione - tra il 1990 e il 2010 la disparità di reddito è aumentata dell’11% nei Paesi in via di sviluppo.
  • È dimostrato che, oltre una certa soglia, l’ineguaglianza danneggia la crescita economica e la riduzione della povertà, la qualità delle relazioni nella sfera pubblica e politica e il senso di soddisfazione e di autostima del singolo.
  • La disparità di reddito non può essere affrontata in maniera efficace se non viene affrontata la disparità di opportunità che sottostà ad essa.
  • Dati provenienti da Paesi in via di sviluppo mostrano che i bambini facenti parte del 20% più povero della popolazione, hanno una probabilità fino a tre volte maggiore di morire prima di aver compiuto cinque anni rispetto ai bambini provenienti da famiglie più benestanti.
  • La protezione sociale è stata estesa su scala globale in modo significativo, tuttavia le persone con disabilità hanno una probabilità fino a cinque volte maggiore di dover sostenere spese sanitarie catastrofiche.

Target

10.1 Entro il 2030, raggiungere e sostenere progressivamente la crescita del reddito del 40 per cento più povero della popolazione ad un tasso superiore rispetto alla media nazionale

10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro

10.3 Garantire a tutti pari opportunità e ridurre le disuguaglianze di risultato, anche attraverso l’eliminazione di leggi, di politiche e di pratiche discriminatorie, e la promozione di adeguate leggi, politiche e azioni in questo senso

10.4 Adottare politiche, in particolare fiscali, e politiche salariali e di protezione sociale, e raggiungere progressivamente una maggiore uguaglianza

10.5 Migliorare la regolamentazione e il controllo dei mercati e delle istituzioni finanziarie globali e rafforzarne l'applicazione

10.6 Assicurare maggiore rappresentanza e voce per i paesi in via di sviluppo nel processo decisionale delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali a livello mondiale al fine di fornire istituzioni più efficaci, credibili, responsabili e legittime

10.7 Facilitare la migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile e la mobilità delle persone, anche attraverso l'attuazione di politiche migratorie programmate e ben gestite

10.a Attuare il principio del trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, in conformità con gli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio

10.b Promuovere l’aiuto pubblico allo sviluppo e i relativi flussi finanziari, compresi gli investimenti esteri diretti, agli Stati dove il bisogno è maggiore, in particolare i paesi meno sviluppati, i paesi africani, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi senza sbocco sul mare in via di sviluppo, in accordo con i loro piani e programmi nazionali

10.c Entro il 2030, ridurre a meno del 3 per cento i costi di transazione delle rimesse dei migranti ed eliminare i corridoi di rimesse con costi più alti del 5 per cento


 
Obiettivo 2030 - N° 10 Ridurre le disuguaglianze

CARLO MOLFETTA per contrastare le disuguaglianze (SDG10)

SDG10: Ridurre le disuguaglianze. Interviste a Barca e De Leo