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Obiettivo 11 - Città e comunità sostenibili



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Mobilità urbana, uso sostenibile del suolo, economia circolare e qualità dell’aria sono solo alcune delle sfide che ruotano intorno alla pianificazione delle aree urbane. Avviato il Programma “città metropolitane 20142020 e i Patti per il Sud.

Mentre sul piano internazionale diversi sono stati gli sforzi e i richiami a questi temi, tra cui si segnala il “Pact of Amsterdam. Urban Agenda for the EU”, la conferenza Habitat III dell’Onu a Quito, terminata con la “New urban Agenda” e la pubblicazione del Cultural and Creative Cities Monitor 2017 da parte del Joint Research Centre della Commissione Ue, l'Italia ha elaborato il Programma operativo nazionale “città metropolitane 2014 2020, cui afferiscono 892,9 milioni di euro. Inoltre, il Governo ha firmato i Patti per il Sud con Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo e Cagliari, il “contratto Istituzionale di sviluppo” con Taranto e accordi con Milano, Firenze, Genova e Venezia.

Il documento di ASviS e Urban@it "L’Agenda Urbana per lo Sviluppo Sostenibile." contiene gli obiettivi che le aree urbane devono raggiungere per attuare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e le politiche necessarie.

Per quanto riguarda le politiche abitative e rigenerazione urbana (Target 11.1), nel 2015 l’11,3% della popolazione soffriva a causa di un grave disagio abitativo nelle aree più densamente popolate, contro una media Ue del 5,2%. LItalia si collocava così al terzultimo posto, prima di Ungheria e Lituania, con un aumento del disagio rispetto al 2013, mentre la media europea rimaneva stabile.

Nel 2017 è stato approvato il finanziamento di 2,1 miliardi di euro per i 120 progetti del bando del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie” destinato ai comuni capoluogo e alle città metropolitane, a cui si sommano i 78,5 milioni di euro del bando dellanno precedente. È stato altresì approvato di recente il Piano di azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero”, resi obbligatori da una Direttiva UE a partire dal 1 gennaio 2019.

La situazione della mobilità urbana (Target 11.2) non è cambiata rispetto al Rapporto 2016: la popolazione, anche quella urbana, ha difficoltà di accesso al servizio pubblico e l’auto e la moto prevalgono ancora di gran lunga come mezzi di spostamento prioritari. Per contribuire a raggiungere i traguardi europei al 2030 e al 2050 l’obiettivo intermedio per le aree urbane è di ridurre almeno del 50% il riparto modale tra l’auto e le altre forme di mobilità entro il 2020.

Venendo all'uso sostenibile del suolo e soluzioni basate sui processi naturali (Target 11.3, 11.4 e 11.7). I dati sulla copertura di suolo artificiale nel 2015, Italia 6,9%, Ue 4,4%, confermano la perdurante tendenza ad un eccessivo consumo di suolo. La spesa complessiva per la protezione della biodiversità e del paesaggio anche nel 2015 è stata dello 0,2% del Pil, maggiore dello 0,1% medio europeo.

Inclusa nel Target 11.6, l'organizzazione e l'efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni capoluoghi di provincia ha registrato un significativo miglioramento, passando dal 45,2% del 2014 al 47,5% del 2015, anche se la loro produzione, 486 kg pro capite, è ancora maggiore della media Ue di 476 kg pro capite.

Nel 2017 la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte per l’infrazione alla direttiva del 1999, che prevedeva entro il 2009 la chiusura o l'adeguamento alle nuove norme europee delle discariche attive nel 2001. A tutt’oggi 44 discariche non sono ancora in regola.

I dati sulla qualità dell’aria confermano l’eccessiva esposizione degli abitanti delle aree più popolate a concentrazioni eccessive di polveri sottili Pm 2,5 e Pm 10. Gli obiettivi per le aree urbane sono il rispetto entro il 2025 dei limiti per il PM 10 e del limite stabilito dall’Oms per il particolato sottile, PM 2,5, di 10 μg/m3, più restrittivo di quello europeo. Il 9 giugno scorso è stato sottoscritto il nuovo accordo sulla qualità dell’aria fra le Regioni del bacino padano ed il Ministero dell’Ambiente.

Tra le proposte elaborate dall'ASviS per tentare di trasformare le sfide offerte dai contesti urbani in opportunità: una netta transizione digitale, con lo sviluppo delle smart city per l’attuazione della Strategia per la crescita digitale 2014–2020 e per la Banda ultralarga; la rigenerazione delle città e la sicurezza del territorio, mettendo in relazione il progetto “Casa Italia” con una Strategia per la rigenerazione urbana fondata su interventi sociali e culturali sulle periferie, zone maggiormente vulnerabili; politiche abitative, anche con un adeguato rifinanziamento della Legge n. 80 del 2014 (Piano casa); politiche di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio; un piano per la mobilità volto all’eliminazione dell’uso delle auto alimentate con i carburanti tradizionali e la riduzione drastica del numero delle vittime su strada.

Contesto internazionale

Le città sono centri per nuove idee, per il commercio, la cultura, la scienza, la produttività, lo sviluppo sociale e molto altro. Nel migliore dei casi le città hanno permesso alle persone di migliorare la loro condizione sociale ed economica. Tuttavia, persistono molte sfide per mantenere i centri urbani come luoghi di lavoro e prosperità, e che allo stesso tempo non danneggino il territorio e le risorse. Le sfide poste dall’ambiente urbano includono il traffico, la mancanza di fondi per fornire i servizi di base, la scarsità di alloggi adeguati, il degrado delle infrastrutture. Le sfide che le città affrontano possono essere vinte in modo da permettere loro di continuare a prosperare e crescere, migliorando l’utilizzo delle risorse e riducendo l’inquinamento e la povertà. Il futuro che vogliamo include città che offrano opportunità per tutti, con accesso ai servizi di base, all’energia, all’alloggio, ai trasporti e molto altro.

Fatti e cifre

  • Oggi metà dell’umanità, circa 3,5 miliardi di persone, vive in città.
  • Entro il 2030, quasi il 60% della popolazione mondiale abiterà in aree urbane.
  • Il 95% dell’espansione urbana nei prossimi decenni avverrà nei Paesi in via di sviluppo.
  • Attualmente 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, e il numero è in continuo aumento.
  • Le città occupano solamente il 3 per cento della superficie terrestre, tuttavia sono responsabili del 60-80% del consumo energetico e del 75% delle emissioni di carbonio.
  • La rapida urbanizzazione esercita pressione sulle forniture di acqua dolce, sulle fognature, sull’ambiente e sulla salute pubblica.
  • L’alta densità delle città può portare efficienza e sviluppo tecnologico, riducendo il consumo di risorse e di energia.

Target

11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l'accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri

11.2 Entro il 2030, fornire l'accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani

11.3 Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi

11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo

11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità

11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell'aria e alla gestione dei rifiuti

11.7 Entro il 2030, fornire l'accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità

11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale

11.b Entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l'inclusione, l'efficienza delle risorse, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri, lo sviluppo e l’implementazione, in linea con il “Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030”[1], la gestione complessiva del rischio di catastrofe a tutti i livelli

11.c Sostenere i paesi meno sviluppati, anche attraverso l'assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali


 
Obiettivo 2030 - N° 11 Città e comunità sostenibili

Riccardo Rossi per città e comunità sostenibili (SDG11)

SDG 11: Città e infrastrutture sostenibili. Interviste a Vitali e di Bella