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Obiettivo 12 - Consumo e produzione responsabili



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Si affermano modelli di produzione e consumo più responsabili, ma occorre favorire condizioni di sostenibilità economica per le aziende che riducono l’impatto ambientale e sensibilizzare i cittadini sulla riduzione degli sprechi.

Il nostro Paese si è inoltre impegnato a ottenere, entro il 2020, “la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita, in accordo con i quadri internazionali concordati, e ridurre significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro effetti negativi sulla salute umana e l'ambiente” (Target 12.4).

Nel corso dell’ultimo anno è cresciuta nella società e nell’imprenditoria italiana la consapevolezza che solo un’innovazione che guardi simultaneamente alla dimensione tecnologica, all’aumento di produttività e alla riduzione del consumo di risorse naturali sia in grado di rimettere in moto uno sviluppo economico di dimensioni adeguate. Il mondo produttivo, infatti, sta finalmente comprendendo l’importanza del passaggio all’economia circolare, che riduce i costi di produzione, assicura la sostenibilità dei processi produttivi e favorisce lo sviluppo di nuovi prodotti, maggiormente in linea con la sensibilità ambientale delle nuove generazioni.

Un importante passo sul fronte dell’economia circolare si è avuto il 12 luglio 2017, quando il Ministero dell’Ambiente ha aperto una consultazione pubblica sul Documento di inquadramento e posizionamento strategico Verso un modello di economia circolare per l’Italia. Il documento esamina 12 tematiche, dall’identificazione dei settori merceologici e delle categorie dei prodotti da cui iniziare l’applicazione del modello di economia circolare all’identificazione delle opportunità per il settore pubblico e per quello privato, dall’analisi delle attuali barriere, sia normative che fiscali, alla richiesta di indicazioni concrete circa possibili future iniziative legislative, programmi di sostegno e campagne di sensibilizzazione.

Inoltre, è stata approvata la Legge 19 agosto 2016, n. 166 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”, che apre la strada al riutilizzo di tali beni, mentre con la pubblicazione del “Codice degli appalti” sono diventati obbligatori gli acquisti verdi da parte della pubblica amministrazione. I “Criteri Ambientali Minimi” rappresentano il punto di riferimento in materia di acquisti pubblici verdi e sono utilizzati dalle stazioni appaltanti, per consentire al Piano d’azione sul Green Public Procurement di massimizzare i benefici ambientali ed economici.

È entrato poi in vigore il D.Lgs.30 dicembre 2016 n. 254 relativo alla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario. Il Decreto prevede che la dichiarazione non finanziaria debba riguardare i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva, che sono ritenuti rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche dell’impresa.

Per favorire la piena attuazione del modello di economia circolare e consentire a un numero crescente di imprese di coglierne i molteplici vantaggi, sono necessari alcuni sforzi in più. In particolare, occorrerebbe:

  • incentivare adeguatamente l’uso efficiente delle risorse esistenti, la domanda e l’offerta di materie prime-secondarie, ovvero quelle già utilizzate in cicli produttivi precedenti, recuperate e rigenerate per essere reimmesse in un nuovo ciclo di produzione;
  • favorire condizioni di sostenibilità economica per le aziende che decidano di ripensare i prodotti riducendo l’impatto ambientale sin dalla fase del design per gestirne il ciclo di vita;
  • condurre campagne mediatiche e di formazione destinate a tutti i cittadini e consumatori, per favorire pratiche di consumo responsabile (che privilegino le imprese che si impegnano in un reale percorso di sostenibilità - non solo ambientale ma anche sociale), con l’obiettivo dell’eliminazione sistematica degli sprechi e la diffusione della cultura del riuso, anche in funzione della solidarietà sociale.

Contesto internazionale

Il consumo e la produzione sostenibile puntano a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere tratti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita.

Fatti e cifre

  • Se la popolazione mondiale utilizzasse lampadine a risparmio energetico, si risparmierebbero 120 miliardi di dollari ogni anno.
  • Se la popolazione mondiale raggiungesse i 9,6 miliardi entro il 2050, servirebbero tre pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali necessarie a sostenere gli stili di vita attuali. 
  • L’uomo sta inquinando l’acqua mondiale in maniera più rapida rispetto alla capacità naturale di rigenerazione e purificazione delle fonti in fiumi e laghi.
  • Nonostante i progressi tecnologici che hanno promosso un aumento di efficienza energetica, l’uso dell’energia nei Paesi dell’OCSE continuerà a crescere di un altro 35% entro il 2020. L’utilizzo energetico di attività commerciali e abitazioni è il secondo settore dopo i trasporti per crescita dell’impiego di energia.
  • Nel 2013, un quinto del consumo complessivo dell’energia mondiale derivava da fonti rinnovabili.
  • 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vanno sprecate ogni anno, mentre quasi 1 miliardo di persone soffre di denutrizione e un altro miliardo soffre la fame.
  • Il consumo eccessivo di cibo produce effetti dannosi per la nostra salute e per l’ambiente.
  • 2 miliardi di persone nel mondo sono sovrappeso o obese.
  • La degradazione dei suoli, l’inaridimento dei terreni, l’utilizzo non sostenibile dell’acqua, l’eccessivo sfruttamento della pesca e il degrado dell’ambiente marino riducono la capacità delle risorse naturali di provvedere alla produzione alimentare.

Target

12.1 Dare attuazione al quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibile, con la collaborazione di tutti i paesi e con l’iniziativa dei paesi sviluppati, tenendo conto del grado di sviluppo e delle capacità dei paesi in via di sviluppo

12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l'uso efficiente delle risorse naturali

12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto

12.4 Entro il 2020, ottenere la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita, in accordo con i quadri internazionali concordati, e ridurre significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro effetti negativi sulla salute umana e l'ambiente

12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo

12.6 Incoraggiare le imprese, soprattutto le aziende di grandi dimensioni e transnazionali, ad adottare pratiche sostenibili e integrare le informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche

12.7 Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili, in accordo con le politiche e le priorità nazionali

12.8 Entro il 2030, fare in modo che le persone abbiano in tutto il mondo le informazioni rilevanti e la consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura

12.a Sostenere i paesi in via di sviluppo a rafforzare la loro capacità scientifica e tecnologica in modo da andare verso modelli più sostenibili di consumo e di produzione

12.b Sviluppare e applicare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali

12.c Razionalizzare i sussidi ai combustibili fossili inefficienti che incoraggiano lo spreco, eliminando le distorsioni del mercato, a seconda delle circostanze nazionali, anche attraverso la ristrutturazione fiscale e la graduale eliminazione di quelle sovvenzioni dannose, ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo pienamente conto delle esigenze specifiche e delle condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo in un modo che protegga le comunità povere e quelle colpite


 
Obiettivo 2030 - N° 12 Consumo e produzione responsabili

SDG 12: Produzione e consumo responsabili. Interviste a Eleonora Rizzuto e Valentino Bobbio