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Obiettivo 13 - Lotta contro il cambiamento climatico



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Sul piano nazionale, l’Italia nel 2017 ha prodotto diverse novità: la proposta di un Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), aperto alla consultazione fino al 15 ottobre 2017, la creazione della nuova Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (Snss) e l’annuncio della preparazione del Piano Nazionale Clima ed Energia. Come richiesto dall’Unione europea, il Piano dovrà integrare i temi dell’energia con quelli ambientali. Novità del 2017 è anche la Strategia Energetica (Sen) che adotta i Target Eu 2030.

Per quanto riguarda il Target 13.3 “Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce” il Governo ha dato ampia rassicurazione sulla diffusione delle conoscenze climatiche che passerà attraverso un accordo operativo tra ministero dell’Ambiente e ministero dell’Istruzione, ma al momento ancora non si rilevano cambiamenti nei programmi delle scuole superiori e delle università.

Anche gli sforzi per il raggiungimento dei Target 13.a (“Dare attuazione all’impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei Paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l’attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile”) e 13.b (“Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei Paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità ed emarginate”)  sono molto ridotti. Il Governo ha dichiarato, però, che rispetterà gli impegni di rifinanziamento del Global Climate Fund di Copenhagen, ormai vicini alla scadenza dei 100 miliardi di dollari/anno globali al 2020.

Secondo l’analisi dell’ASviS, per realizzare l’obiettivo di stabilizzazione dell’aumento della temperatura a 1,5°C è necessaria e non più rimandabile, una riforma fiscale ecologica che includa i canali di finanziamento Emission Trade Scheme (Ets) europeo e Carbon Tax per finanziare le tecnologie low carbon e per promuovere l’occupazione e la competitività.

Si ritiene, inoltre, che la mitigazione richiesta dall’Accordo non si potrà raggiungere senza interventi mirati come: l’introduzione di un limite inferiore al prezzo del carbonio per i settori energetici ed energivori e una riforma fiscale, per gli altri settori, capace di portare il costo di mercato della tonnellata di Ghg (greenhouse gas – gas serra) al di sopra dei 50€.

Un’altra proposta riguarda l’integrazione della Sen con il Piano energia-clima in una Strategia energetica, climatica ed ambientale (Sean), capace di unificare le politiche del Paese, sostenendole con adeguati investimenti per la transizione ecologica e una nuova fiscalità, e di spostare progressivamente il carico dal reddito alle risorse ed alle esternalità ambientali negative.

Contesto internazionale

Il cambiamento climatico interessa i Paesi di tutti i continenti. Le persone stanno sperimentando gli impatti significativi del cambiamento climatico, quali ad esempio il mutamento delle condizioni meteorologiche, l’innalzamento del livello del mare e altri fenomeni meteorologici ancora più estremi. Le emissioni di gas a effetto serra, derivanti dalle attività umane, sono la forza trainante del cambiamento climatico e continuano ad aumentare. Attualmente sono al loro livello più alto nella storia. Se non si prendono provvedimenti, si prevede che la temperatura media della superficie terrestre aumenterà nel corso del XXI secolo di 3°. 

Fatti e cifre

  • Dal 1880 al 2012 la temperatura media globale è aumentata di circa 0,85°C. Per rendere l’idea, per ogni grado in aumento, il raccolto del grano cala del 5% circa.
  • Gli oceani si sono riscaldati, la neve e il ghiaccio sono diminuiti e il livello del mare si è alzato. Dal 1901 al 2010, il livello globale medio dei mari si è alzato di 19 cm. L’estensione del ghiaccio dell’Artico si è ritirata in ogni decade a partire dal 1979, con una perdita di 1,07 milioni di chilometri quadrati in ogni decade.
  • Si presenta per tutti un unico scenario: date le attuali concentrazioni e le continue emissioni di gas serra, è molto probabile che entro la fine di questo secolo, l’aumento della temperatura globale supererà 1,5°C rispetto al periodo dal 1850 al 1990. Gli oceani si riscalderanno e i ghiacci continueranno a sciogliersi. Si prevede che l’aumento medio del livello del mare raggiunga i 24-30 cm entro il 2065 e i 40-63 cm entro il 2100. Molti aspetti del cambiamento climatico persisteranno per molti secoli anche verranno ridotte le emissioni di CO 2 .
  • Dal 1990 le emissioni globali di diossido di carbonio (CO 2 ) sono aumentate del 50% circa.
  • È ancora possibile limitare l’aumento della temperatura media a 2°C rispetto ai livelli pre-industriali utilizzando una vasta gamma di misure tecnologiche e modificando il nostro comportamento.

Target

13.1 Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi

13.2 Integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici

13.3 Migliorare l'istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce

13.a Dare attuazione all'impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l'attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile

13.b Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità locali ed emarginate 


 
Obiettivo 2030 - N° 13 Lotta contro il cambiamento climatico

TRIO MEDUSA per la lotta al cambiamento climatico (SDG 13)

SDGs 13: Combattere il cambiamento climatico. Interviste a Ronchi e De Marco