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Partnership per gli obiettivi

Obiettivo 17 - Partnership per gli obiettivi



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Maggiore coerenza delle politiche, ma insufficienti gli Aiuti per lo sviluppo

Le politiche italiane di cooperazione internazionale si strutturano sugli SDGs, ma è ancora lontano l’obiettivo di destinare alla Cooperazione lo 0,7% del Pil. Si attende l’approvazione della legge sul Commercio equo e solidale.

In termini di Assistenza pubblica allo sviluppo (Aps), tra il 2015 e il 2016 si è registrato un leggero aumento, dallo 0,22% allo 0,27%, della quota rispetto al Reddito nazionale lordo. Tuttavia, l’impegno al raggiungimento dello 0,7% entro il 2030, ribadito nel Documento del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) ma non nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è ancora molto lontano.

Relativamente alla coerenza delle politiche, si segnala il “Documento triennale di Programmazione e di Indirizzo 2016-2018” del Maeci che, seppur approvato dal Consiglio dei Ministri con forte ritardo (marzo 2017 invece di maggio 2016), presenta un’innovativa strutturazione secondo gli SDGs e una generale corrispondenza con quanto presente nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Naturalmente, la coerenza potrà essere assicurata soltanto attraverso una forte assunzione di responsabilità nell’attuazione di quest’ultima da parte della Presidenza del Consiglio e, per quanto attiene la dimensione della cooperazione internazionale, attraverso l’adozione da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) di linee guida che definiscano priorità di intervento per aree geografiche e tipologie di intervento a sostegno degli SDGs, identificando gli indicatori di monitoraggio. Si segnala che l’aggiornamento 2017-2019 del Documento del Maeci è già in corso di approvazione.

Sul fronte del Target 17.10 sulla realizzazione di un sistema commerciale non discriminatorio ed equo, si segnala che è ancora in corso l’iter di approvazione della legge sul Commercio Equo e Solidale, che costituirebbe un grande passo in avanti funzionale allo sviluppo sostenibile dei Paesi in via di sviluppo e di quelli meno sviluppati e spingerebbe le aziende italiane verso un percorso di integrazione della sostenibilità sociale nelle proprie filiere produttive, trasformandole in attori importanti nel raggiungimento degli SDGs a livello globale. Si segnala, inoltre, l’approvazione dalla Commissione Bilancio alla Camera l’istituzione di un fondo per il Commercio Equo e Solidale di un milione di euro a partire dall’anno 2018.

Per la dimensione internazionale è importante evidenziare anche la necessità di implementare in tutti i Paesi i diritti legati alla dignità della vita umana, che costituisce uno degli obiettivi e principi di riferimento della Cooperazione italiana ai sensi della Legge 125/2006. Tra questi, si segnala che nell’aprile del 2016 è stato raggiunto un traguardo significativo per il diritto umano all’acqua: l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”, il quale prevede (oltre all’accesso gratuito ad almeno 50 lt/g/persona per tutti i cittadini) strumenti di solidarietà internazionale attraverso l’attivazione di un Fondo per realizzare progetti volti a migliorare l’accesso all’acqua potabile nei Paesi più poveri. Il provvedimento legislativo è attualmente all’esame nella Commissione Ambiente del Senato.

Per rafforzare i mezzi di attuazione e il partenariato mondiale per il raggiungimento degli SDGs nel Rapporto ASviS 2017 si propone, tra l’altro, di: stabilire meglio le azioni da svolgere per rafforzare gli Obiettivi più direttamente connessi con le finalità della Cooperazione individuate dalla Legge 125/2014 e definire azioni di intervento specifiche per alcuni Obiettivi centrali dell’Agenda 2030 (come l’accesso all’acqua, la riduzione della povertà alimentare, lo sviluppo dei sistemi sanitari e il sostegno all’empowerment della componente femminile); rafforzare i partenariati pubblici-pubblici e impostare il partenariato pubblico-privato in maniera coordinata e coerente con un approccio allo sviluppo locale che delinei i ruoli e le responsabilità dei partner, nonché la distribuzione dei benefici finanziari e non finanziari; procedere con l’approvazione della “Legge per la promozione e la disciplina del Commercio Equo e Solidale” e del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”; avanzare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu o al Consiglio per i diritti umani la proposta di avviare un gruppo di lavoro per l’adozione di un Protocollo internazionale vincolante per assicurare il diritto umano all’acqua sancito da una risoluzione dell’Onu mai attuata.

Contesto internazionale

Per avere successo, l’agenda per lo sviluppo sostenibile richiede partenariati tra governi, settore privato e società civile. Queste collaborazioni inclusive, costruite su principi e valori, su una visione comune e su obiettivi condivisi, che mettano al centro le persone e il pianeta, sono necessarie a livello globale, regionale, nazionale e locale. È necessaria un’azione urgente per mobilitare, reindirizzare e liberare il potere trasformativo di migliaia di miliardi di dollari di risorse private per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Investimenti a lungo termine, ivi compresi gli investimenti diretti esteri, sono necessari nei settori chiave, soprattutto nei Paesi di sviluppo. Tali settori comprendono l’energia sostenibile, le infrastrutture e i trasporti, così come le tecnologie di informazione e comunicazione. Il settore pubblico avrà bisogno di stabilire una direzione chiara. I sistemi di revisione e di monitoraggio, i regolamenti e le strutture di incentivi che permettono tali investimenti devono essere riorganizzati al fine di attrarre gli investimenti e rafforzare lo sviluppo sostenibile. I meccanismi nazionali di controllo come le istituzioni supreme di revisione e le funzioni di supervisione delle legislature dovrebbero essere rafforzate.

Fatti e cifre

  • I fondi per l’assistenza allo sviluppo si sono attestati a 135,2 miliardi di dollari nel 2014, il più alto livello mai registrato.
  • Il 79% delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo entrano nei Paesi sviluppati esenti da dazi.
  • Il peso del debito sui Paesi in via di sviluppo resta stabile a circa il 3% delle entrate legate alle esportazioni.
  • Il numero degli utenti di internet in Africa è quasi duplicato negli ultimi quattro anni.
  • Il 30% dei giovani nel mondo sono nativi digitali, attivi online da almeno cinque anni.
  • Più di 4 miliardi di persone, tuttavia, non usufruiscono di internet, e il 90 per cento di queste appartiene alle regioni in via di sviluppo.

Target

17.1 Rafforzare la mobilitazione delle risorse interne, anche attraverso il sostegno internazionale ai paesi in via di sviluppo, per migliorare la capacità interna di riscossione di imposte e altre forme di entrate

17.2 I Paesi sviluppati adempiano pienamente ai loro obblighi di aiuto pubblico allo sviluppo, tra cui l'impegno da parte di molti paesi sviluppati di raggiungere l'obiettivo dello 0,7 per cento di APS/PIL[1] per i paesi in via di sviluppo e da 0,15 a 0,20 per cento di APS/PIL per i Paesi meno sviluppati; i donatori di APS sono incoraggiati a prendere in considerazione la fissazione dell’obiettivo di fornire almeno 0,20 per cento di APS/PIL per i paesi meno sviluppati

17.3 Mobilitare ulteriori risorse finanziarie per i Paesi in via di sviluppo da più fonti

17.4 Aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere la sostenibilità del debito a lungo termine attraverso politiche coordinate volte a favorire il finanziamento del debito, la riduzione del debito e la ristrutturazione del debito, se del caso, e affrontare il debito estero dei paesi poveri fortemente indebitati in modo da ridurre l’emergenza del debito

17.5 Adottare e applicare i regimi di promozione degli investimenti a favore dei paesi meno sviluppati

Tecnologia

17.6 Migliorare la cooperazione Nord-Sud, Sud-Sud e quella triangolare in ambito regionale ed internazionale e l'accesso alla scienza, alla tecnologia e all'innovazione e migliorare la condivisione delle conoscenze sulle condizioni reciprocamente concordate, anche attraverso un maggiore coordinamento tra i meccanismi esistenti, in particolare a livello delle Nazioni Unite, e attraverso un meccanismo di facilitazione globale per la tecnologia

17.7 Promuovere lo sviluppo, il trasferimento, la disseminazione e la diffusione di tecnologie ecocompatibili ai paesi in via di sviluppo a condizioni favorevoli, anche a condizioni agevolate e preferenziali, come reciprocamente concordato

17.8 Rendere la Banca della Tecnologia e i meccanismi di sviluppo delle capacità scientifiche, tecnologiche e di innovazione completamente operativi per i paesi meno sviluppati entro il 2017, nonché migliorare l’uso delle tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione 

Costruzione di competenze e capacità

17.9 Rafforzare il sostegno internazionale per l'attuazione di un sistema di costruzione delle capacità efficace e mirato nei paesi in via di sviluppo per sostenere i piani nazionali di attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche attraverso la cooperazione nord-sud, sud-sud e triangolare

Commercio

17.10 Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, basato su regole, aperto, non discriminatorio ed equo nell’ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, anche attraverso la conclusione dei negoziati dell’agenda di Doha per lo sviluppo

17.11 Aumentare in modo significativo le esportazioni dei paesi in via di sviluppo, in particolare al fine di raddoppiare la quota delle esportazioni mondiali dei paesi meno sviluppati entro il 2020

17.12 Realizzare una tempestiva attuazione di un mercato senza dazi e l'accesso al mercato senza contingenti di importazione su base duratura per tutti i paesi meno sviluppati, in linea con le decisioni dell'Organizzazione mondiale del commercio, anche assicurando che le regole di origine preferenziale applicabili alle importazioni dai paesi meno sviluppati siano trasparenti e semplici, e contribuire a facilitare l'accesso al mercato

Questioni sistemiche

Coerenza politica e istituzionale

17.13 Migliorare la stabilità macro-economica globale, anche attraverso il coordinamento e la coerenza delle politiche

17.14 Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile

17.15 Rispettare lo spazio politico di ciascun paese e la leadership per stabilire e attuare politiche per l'eliminazione della povertà e per lo sviluppo sostenibile

Partenariati multilaterali

17.16 Migliorare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, integrato da partenariati multilaterali che mobilitino e condividano le conoscenze, le competenze, le tecnologie e le risorse finanziarie, per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo

17.17 Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, basandosi sull'esperienza e sulle strategie di accumulazione di risorse dei partenariati

I dati, il monitoraggio e la responsabilità

17.18 Entro il 2020, rafforzare il meccanismo di supporto delle capacità per i paesi in via di sviluppo, anche per i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, per aumentare in modo significativo la disponibilità di dati di alta qualità, tempestivi e affidabili disaggregati in base al reddito, sesso, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, posizione geografica e altre caratteristiche rilevanti in contesti nazionali

17.19 Entro il 2030, costruire, sulle base delle iniziative esistenti, sistemi di misurazione dell’avanzamento verso lo sviluppo sostenibile che siano complementari alla misurazione del PIL e sostenere la creazione di capacità statistiche nei paesi in via di sviluppo


 
Obiettivo 2030 - N° 17 Partnership per gli obiettivi

SDG17: Partnership per gli obiettivi. Intervista a Arpaia e Gangheri