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Obiettivo 3 - Salute e benessere



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Il contesto italiano

Nonostante il miglioramento rispetto all’Obiettivo 3, persistono forti disuguaglianze di fronte all’offerta sanitaria, in termini di accesso e di qualità. Secondo l’ASviS occorrono maggiori attenzioni nei confronti di tutte/i e in ogni Regione.

Un ulteriore impegno Onu sottoscritto dall'Italia è quello di dimezzare, entro il 2020, “il numero di decessi a livello mondiale e le lesioni da incidenti stradali” (Target 3.6).

Come nella maggior parte dei Paesi economicamente avanzati, quelli europei in particolare, anche in Italia sta maturando la convinzione che occorra spostare progressivamente le attenzioni e l’impegno dagli obiettivi del passato (lotta alle patologie acute, cure ospedaliere, efficienza economico-finanziaria) a quelli compatibili con il nuovo contesto epidemiologico ed ambientale, e dunque verso le patologie croniche, la prevenzione, la qualità della vita delle persone affette da malattie croniche, l’assistenza domiciliare, la sostenibilità di lungo termine, l’uguaglianza di tutte/i e a tutte le età di fronte all’offerta sanitaria, in termini di accesso e di qualità, la lotta agli sprechi. In particolare, le disuguaglianze in termini di accesso ai servizi restano molto ampie.

Relativamente alla salute delle donne, nonostante le normative esistenti, tra cui i provvedimenti che introducono per la prima volta nel diritto italiano la medicina di genere (2016), la mancata applicazione di alcune leggi (405/1975 istitutiva dei consultori familiari e 194/1978 sulla tutela sociale della maternità e interruzione volontaria della gravidanza) fa registrare carenze nel Servizio sanitario nazionale (Ssn) con un impatto negativo sulla salute di donne e ragazze. Queste carenze sono state anche oggetto delle raccomandazioni del Comitato per i diritti umani dell’Onu formulate nel marzo 2017. Sarebbe importante, pertanto, che nel Piano Nazionale della Prevenzione e nel Patto per la Salute fossero maggiormente presenti le problematiche emergenti relative alla salute delle donne.

nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) prevedono importanti ampliamenti delle cure che le unità sanitarie di tutto il Paese sono tenute ad assicurare in regime di Ssn, specie per quanto riguarda alcune aree che in precedenza erano parzialmente o del tutto scoperte, ed in particolare cronicità, disabilità e prevenzione. Sussistono, però, alcune incertezze rispetto alle risorse da destinare alle nuove aree di cura indicate e, soprattutto, all’attuazione del provvedimento in tutte le Regioni, in particolare in quelle in cui persistono forti disparità di accesso all’assistenza.

Per ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi si propone di: definire criteri e parametri per la realizzazione di una piena uguaglianza di tutti di fronte alla malattia e alla prevenzione; ridefinire i confini del rapporto tra attuazione dei diritti e vincoli di bilancio, rivedendo gli attuali criteri di bilanciamento tra disponibilità finanziarie e garanzie dei diritti fondamentali; vigilare sulle forme di offerta privata incontrollata di servizi a domicilio o “su strada” offerti da una miriade di soggetti, alcuni dei quali scarsamente qualificati; garantire una più capillare digitalizzazione della sanità (dalla cartella clinica al teleconsulto), il che richiede l’adeguamento degli investimenti in sanità digitale a quelli dei Paesi più avanzati; porre maggiore attenzione alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti delle donne durante tutto l’arco della vita riproduttiva, attraverso il potenziamento dei consultori familiari su tutto il territorio nazionale, l’accompagnamento al parto-nascita (anche allo scopo di ridurre il ricorso al taglio cesareo), l’aumento dei punti di ascolto per fronteggiare la violenza intra-familiare e un’attenzione particolare per le esigenze della comunità Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Intersex) dal punto di vista della tutela della salute.

Contesto internazionale

Per raggiungere lo sviluppo sostenibile è fondamentale garantire una vita sana e promuovere il benesseredi tutti a tutte le età. Sono necessari molti sforzi per sradicare completamente un’ampia varietà di malattie e affrontare numerose e diverse questioni relative alla salute, siano esse recenti o persistenti nel tempo.

Fatti e cifre

  • Ogni giorno muoiono 17.000 bambini in meno rispetto al 1990; tuttavia, ogni anno continuano a morire più di sei milioni di bambini prima del compimento del quinto anno d’età.
  • Nonostante decisi progressi a livello globale, una porzione crescente delle morti infantili avviene in Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Quattro su cinque morti infantili avvengono in queste regioni.
  • I figli di madri istruite - anche di coloro che hanno completato soltanto la scuola primaria - hanno più probabilità di sopravvivere rispetto ai figli di madri senza alcuna istruzione. 
  • La mortalità materna si è ridotta di quasi il 50% dal 1990.
  • Solo la metà delle donne che vivono nelle zone in via di sviluppo riceve la quantità raccomandata di assistenza medica di cui ha bisogno.
  • Sempre meno adolescenti hanno figli nella maggior parte delle regioni in via sviluppo, ma i progressi hanno conosciuto un rallentamento.
  • L’HIV è la causa principale di morte tra le donne in età riproduttiva in tutto il mondo.
  • Nel 2013 si sono registrate 250.000 nuove infezioni da HIV tra gli adolescenti, due terzi delle quali hanno colpito le ragazze.
  • L’AIDS è oggi la principale causa di morte tra gli adolescenti (dai 10 ai 19 anni) in Africa e la seconda causa più comune di morte tra gli adolescenti a livello mondiale.
  • In molti luoghi, non viene rispettato il diritto delle adolescenti all’intimità e all’autonomia del proprio corpo; molte dichiarano che la loro prima esperienza sessuale è stata forzata.

I target

3.1 Entro il 2030, ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per 100.000 nati vivi

3.2 Entro il 2030, mettere fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i 5 anni di età, con l'obiettivo per tutti i paesi di ridurre la mortalità neonatale a non più di 12 su 1.000 nati vivi e, per i bambini al di sotto dei 5 anni, ridurre la mortalità a non più di 25 su 1.000 nati vivi

3.3 Entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate e combattere l'epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili

3.4 Entro il 2030, ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura e promuovere la salute mentale e il benessere

3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui abuso di stupefacenti e l'uso nocivo di alcool

3.6 Entro il 2020, dimezzare il numero di decessi a livello mondiale e le lesioni da incidenti stradali

3.7 Entro il 2030, garantire l'accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compresi quelli per la pianificazione familiare, l'informazione e l'educazione, e l'integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali

3.8 Conseguire una copertura sanitaria universale, compresa la protezione dai rischi finanziari, l'accesso a servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l'accesso a farmaci essenziali sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi accessibili e vaccini per tutti

3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da inquinamento e contaminazione di aria, acqua e suolo.

3.a Rafforzare l'attuazione della “Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”[1] sul controllo del tabacco in tutti i paesi, a seconda dei casi

3.b Sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo, fornire l'accesso ai farmaci essenziali e ai vaccini a prezzi accessibili, in conformità con la Dichiarazione di Doha sull'Accordo TRIPS[2] e la salute pubblica , che afferma il diritto dei paesi in via di sviluppo ad utilizzare appieno le disposizioni dell'accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale in materia di flessibilità per proteggere la salute pubblica e, in particolare, di fornire l'accesso ai farmaci per tutti

3.c Aumentare sostanzialmente il finanziamento della sanità e il reclutamento, lo sviluppo, la formazione e il mantenimento del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo

3.d Rafforzare la capacità di tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo, per la prevenzione, la riduzione e la gestione dei rischi per la salute nazionale e globale


 
Obiettivo 2030 - N° 3 Salute e benessere

Carlo Verdone per la Salute e il Benessere (Goal 3)

SDG3: Assicurare la salute e il benessere. Interviste a Colicelli, Fiorletta e Parmigiani