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Obiettivo 5 - Parità di genere



In Italia Nel Mondo Target Approfondimenti

Contesto italiano

Il lavoro è il punto più dolente della condizione femminile in Italia. Il tasso di occupazione è tra i più bassi in Europa, (per le età comprese tra i 20-64 anni è pari al 51,6% rispetto a una media Ue del 65,3%), con una forte disparità territoriale e di età. A parità di mansioni, le donne percepiscono stipendi significativamente inferiori.

Per ciò che concerne l’eliminazione della violenza contro le donne (Target 5.2) i dati indicano la stabilità di femminicidi e stupri, ma aumenta la gravità degli abusi. A tale proposito il Governo ha portato la dotazione per il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” a 10 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019.

Al fine di eliminare le pratiche nocive per le donne (Target 5.3) è stata recentemente firmata una nuova Convenzione tra l’Istat e il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, per la realizzazione di una terza indagine dedicata al fenomeno della violenza di genere, che include anche rilevazioni sulle mutilazioni genitali femminili.

Nel corso dell’ultimo anno ci sono state alcune novità positive. La regolamentazione delle unioni civili e delle convivenze (Legge n. 76/2016), la dichiarazione dillegittimità costituzionale della norma implicita che obbliga l’imposizione del solo cognome paterno e la Legge n. 71/2017 relativa alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del cyber bullismo, ed è stato approvato in Senato il Ddl per la tutela degli orfani di femminicidio.

In merito al contrasto alle discriminazioni (Target 5.1) va segnalato l’aumento delle risorse finanziarie rese disponibili contro il fenomeno, 20 milioni di euro, in linea con la Legge di Bilancio, e avviata la sperimentazione del “bilancio di genere”. Infine, per il “congedo papà”, i padri hanno due giorni di congedo obbligatorio e due giorni facoltativi.

Per assicurare una piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli (Target 5.5) negli ultimi anni sono stati raggiunti alcuni risultati positivi sulla rappresentanza a livello locale, anche se permangono squilibri di genere in molte giunte comunali, con solo il 18% di consigliere nelle ultime elezioni del 2015. Nello scorso Governo le titolari di dicasteri sono scese al 27,78%, nel precedente erano il 50%, le viceministre sono il 14,29% , mentre tra i sottosegretari il 31,43% è donna. Se le deputate sono il 31% del totale, solo il 19% degli incarichi di peso è assegnato a donne.

La quota delle consigliere nei cda delle imprese quotate in Borsa e a partecipazione pubblica è aumentata grazie alla Legge 120/2011 dal 4,5% del 2004 al 30,3% del 2016, portando l’Italia sopra la media europea. Per quanto riguarda la partecipazione delle donne alla vita economica, pesano la carenza dei servizi sociali, soprattutto nel Mezzogiorno, ed un insufficiente sostegno alla maternità e paternità: il 30% delle madri che hanno un lavoro lo interrompe alla nascita del figlio.

Per ciò che concerne la salute sessuale e riproduttiva delle donne e i diritti riproduttivi (Target 5.6) l’Italia è uno dei fanalini di coda dellEuropa, attestandosi di 18 punti sotto la media europea per luso di anticoncezionali moderni. Solo il 17,6% delle donne usa la pillola contraccettiva, contro una media europea del 21,3%. I servizi per assicurare il rispetto della interruzione volontaria della gravidanza prevista dalla Legge 194/78 sono molto carenti in alcune Regioni, soprattutto del Sud, a causa dell’obiezione di coscienza del personale medico e paramedico, sulla quale l'Italia è stata richiamata due volte dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali e recentemente dal Comitato Cedaw.

Contesto internazionale

Mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di genere e nell’emancipazione delle donne attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (tra cui la parità di accesso all’istruzione primaria per ragazzi e ragazze), donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo.

La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera.

Fatti e cifre

  • Circa i due terzi dei Paesi in regioni in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria.
  • Nel 1990, in Asia meridionale, solo 74 bambine erano iscritte alla scuola primaria per 100 bambini. Nel 2012, i tassi d’iscrizione erano gli stessi per le ragazze e per i ragazzi.
  • Nell’Africa subsahariana, in Oceania e in Asia occidentale, le ragazze ancora incontrano ostacoli nell’accesso alla scuola primaria e secondaria.
  • In Nordafrica, le donne detengono meno di un quinto dei posti di lavoro retribuiti in settori non agricoli. La proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è aumentato dal 35 % del 1990 al 41% del 2015.
  • In 46 Paesi, le donne detengono oltre il 30% di seggi nei parlamenti nazionali in almeno una Camera.

Target

5.1 Porre fine a ogni forma di discriminazione nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze in ogni parte del mondo

5.2 Eliminare ogni forma di violenza contro tutte le donne, bambine e ragazze nella sfera pubblica e privata, incluso il traffico a fini di prostituzione, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di sfruttamento

5.3 Eliminare tutte le pratiche nocive, come il matrimonio delle bambine, forzato e combinato, e le mutilazioni dei genitali femminili

5.4 Riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e il lavoro domestico non retribuiti tramite la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all'interno del nucleo familiare, secondo le caratteristiche nazionali

5.5 Garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica

5.6 Garantire l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi, come concordato in base al “Programma d'azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo”[1] e la “Piattaforma di Azione di Pechino”[2] ed ai documenti finali delle conferenze di revisione

5.a Avviare riforme per dare alle donne pari diritti di accesso alle risorse economiche, come l'accesso alla proprietà e al controllo della terra e altre forme di proprietà, servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in accordo con le leggi nazionali

5.b Migliorare l'uso della tecnologia che può aiutare il lavoro delle donne, in particolare la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, per promuovere l'empowerment, ossia la forza, l'autostima, la consapevolezza delle donne

5.c Adottare e rafforzare politiche concrete e leggi applicabili per la promozione dell'eguaglianza di genere e l'empowerment, ossia la forza, l'autostima, la consapevolezza, di tutte le donne, bambine e ragazze a tutti i livelli


 
Obiettivo 2030 - N° 5 Parità di genere

ANDREA LUCCHETTA per la Parità di Genere (SDG5)

SDG5: parità di genere. Interviste a De Conciliis, Colombo e Melani