I rischi del cambiamento climatico possono diventare irrecuperabili: la parola degli esperti

Secondo l'ultimo report della Global Commission on the Economy and Climate, se non cambiamo rotta adesso rischiamo di non mantenere la temperatura globale entro i 2°C, con tutte le conseguenze nefaste che ne deriverebbero

7 settembre 2018

“Siamo al culmine di una nuova era economica”: è così che comincia il report della Global Commission on the Economy and Climate, dal titolo "Unlocking the Inclusive Growth Story of the 21st Century". 

Il report segnala un dato di fatto: l’unica crescita possibile avviene con la giusta interazione di tre elementi fondamentali, che sono l’innovazione tecnologica, l’investimento in infrastrutture sostenibili ed una maggiore produttività delle risorse.

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a grandi progressi economici e di mercato, ma tuttavia non ancora abbastanza veloci per rendere il mondo più sostenibile e tenere a bada il cambiamento climatico.

In particolar modo, secondo il report, saranno i prossimi 10-15 anni ad essere decisivi nella storia economica. Talmente tanto da definirli “use it or lose it”, ossia o si coglie l’occasione di evolvere in un senso ecosostenibile o si rischia di perdere ogni possibilità. Un possibile punto di non ritorno, dunque, in cui potremmo anche inficiare del tutto il proposito e la necessità di mantenere la temperatura globale al di sotto di 2° C.

Come ricorda il documento, “durante gli ultimi 19 anni vi sono stati i 18 più caldi mai registrati, peggiorando i rischi per la sicurezza alimentare e idrica e aumentando la frequenza e la gravità di pericoli come gli incendi boschivi”. Ancora, si legge, “i disastri provocati dai pericoli legati al clima sono stati responsabili di migliaia di morti, nonché di perdite economiche pari a 320 miliardi di dollari nel 2017”.

In che modo, dunque, invertire la rotta che il mondo sta prendendo? Agendo soprattutto nei prossimi 2-3 anni, che vengono definiti “una finestra critica in cui verranno adottate molte decisioni politiche e investimenti che determineranno i prossimi 10-15 anni”. La sfida ora è accelerare la transizione verso una nuova economia climatica ponendo l'attenzione soprattutto su cinque settori chiave: energia, città, cibo e utilizzo del suolo, acqua e industria.

Tra le priorità, il dossier ricorda,  la necessità di fissare un adeguato prezzo del carbonio e passare alla divulgazione obbligatoria dei rischi finanziari legati al clima. Infatti il prezzo del carbonio, allo stato attuale, è ancora troppo basso per far sì che possa avvenire un cambiamento in tal senso. Importante, per il documento, anche un’efficace riforma delle sovvenzioni per i combustibili fossili.

Ancora, viene sottolineata la necessità di accelerare gli investimenti in infrastrutture sostenibili, tramite strategie politiche nazionali e locali, nonché di riformare tutti quei regolamenti che ostacolano il passaggio ad un’economia circolare.

Importante, per il report, il contributo del settore privato per dare una sferzata di energia all’innovazione sostenibile.

E se tutto questo dovesse avvenire, cosa ci aspetterebbe? Innanzitutto un Pianeta più sostenibile, ma il report parla anche di oltre 26 mila milioni di dollari guadagnati da oggi al 2030, nonché la possibilità di evitare 700 mila morti premature a causa dell’inquinamento, la generazione di 65 milioni di posti di lavoro nel settore low-carbon, l’incremento dell’occupazione femminile e l’incremento globale delle risorse economiche.

Quando si può agire per raggiungere questo stato di benessere? Il report, in questo, è imperativo: “il tempo per farlo è ora”.