I bambini le principali vittime dei disastri metereologici: il comunicato Unicef

Gli eventi metereologici estremi pericolosi per i bambini: l'Unicef propone delle azioni per contrastare il problema

4 Settembre 2018

Gli eventi metereologici estremi, tra le conseguenze del cambiamento climatico, provocano morti e feriti e danneggiano strutture, infrastrutture e mezzi di sostentamento. Ed è sui soggetti più vulnerabili che l’Unicef, in un comunicato stampa del 31 agosto scorso, pone l’attenzione: i bambini.

Ted Chaiban, Direttore Programmi dell’Unicef, ha affermato: “In ogni crisi i bambini sono i soggetti più sensibili, e gli eventi metereologici estremi a cui stiamo assistendo in tutto il mondo non fanno eccezione”. Non a caso, gli eventi ambientali più drammatici aumentano il numero di emergenze e crisi umanitarie, e i bambini ne pagano maggiormente le conseguenze.

Nel comunicato dell’Unicef vengono annoverate varie situazioni che hanno destato grande preoccupazione, come le alluvioni nell’India del Sud, gli incendi negli Stati Uniti occidentali e le ondate di calore nell’emisfero settentrionale. Ancora, la WMO (l’Organizzazione Metereologica Mondiale) ha riferito che i primi sei mesi del 2018 sono stati quelli con la Niña (fenomeno che porta ad un abbassamento delle temperature superficiali degli oceani) più calda mai verificatosi.

Ovviamente, l’Unicef sottolinea che non tutti gli eventi metereologici estremi possono essere attribuiti al cambiamento climatico in corso, tuttavia la crescente frequenza e gravità di eventi disastrosi come piogge intense, frane, incendi e uragani, sono in linea con le previsioni di come le attività umane possano influenzare il clima.

Le conseguenze di queste tragedie non si fermano alla devastazione contingente che provocano, con morti e feriti in seguito all’evento singolo, ma si ripercuotono anche su una distruzione dell’agricoltura, delle infrastrutture idriche e dei mezzi di sostentamento che, in luoghi dalla base socio-economica già fragile, può paralizzare intere popolazioni, uccidendo soprattutto chi è fisicamente più indifeso, ossia i bambini, soprattutto quando più piccoli dei 12 mesi di età.

Proprio per difendere i più deboli, l’Unicef si mette in azione in vari modi, elencati secondo un’agenda di priorità da seguire:

  • Rafforzamento dei sistemi sanitari, per rispondere ad un clima che sta cambiando e ad eventi metereologici estremi sempre più frequenti, con un rafforzamento delle piattaforme di informazione per monitorare anche la condizione sanitaria dei bambini che vivono nelle zone colpite da disastri ambientali.
  • Aumentare la capacità dei servizi educativi di essere forniti anche a ridosso di disastri metereologici, con strutture resilienti ed energia rinnovabile decentralizzata.
  • Aumentare gli investimenti e la fornitura di servizi agricoli, idrici e igienicosanitari che siano resilienti al clima.
  • Attuare misure per proteggere i bambini sfollati, emigrati o rifugiati a causa di disastri naturali.
  • Informare i bambini e i ragazzi sui cambiamenti climatici, per sfruttare delle opportunità ecosostenibili come le energie rinnovabili e l’economia circolare.
  • Coordinare un piano di lavoro per ridurre il rischio di catastrofi e adattarsi ai cambiamenti climatici.
  • Difendere i diritti e le vulnerabilità dei bambini affinché vengano presi in considerazione nelle strategie politiche per il clima.
  • Approfondire la comprensione dei legami tra cambiamenti climatici e impatti sui bambini, sia a breve e a lungo termine.
  • Comprendere la connessione tra clima ed eventi metereologici mondiali, nonché tra un’economia a basse emissioni di carbonio e il potenziale per la generazione di nuovi posti di lavoro.

Il testo dell’agenda Unicef “Unless we act now – The impact of climate change on children” è consultabile a questo link.