Violenza contro le donne: OMS sottolinea l'importanza delle strutture sanitarie per affrontare il problema

Secondo il documento redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza di genere tocca sia il terzo che il quinto Goal dell'Agenda 2030

27 novembre 2018

Solo domenica scorsa ha avuto luogo a livello globale la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e per questo non si può non menzionare il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicato proprio a questa piaga. Il titolo del documento è “Affrontare la violenza contro le donne: risultati chiave e priorità”.

Come si legge sulla presentazione, 1 donna su 3 subisce nella sua vita violenza fisica e/o sessuale, principalmente dal suo partner. Questa violenza ha un fortissimo impatto sulla salute e sulla vita delle donne vittima di violenza e sulle loro famiglie, oltre ad essere sintomo di un forte disagio sociale per il Paese colpito da tali violenze.

L’OMS attira l’attenzione su questo problema andando a definirlo anche nella sua accezione di preoccupazione di salute pubblica: infatti, nel documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sottolinea proprio come la lotta mondiale contro la violenza sulle donne unisca due degli SDGs dell’Agenda 2030, ossia il 5, dedicato alla parità di genere, e il 3, relativo all’aspetto sanitario. 

L'OMS cerca così di sviluppare linee guida e strumenti per il settore sanitario, in modo da rafforzare la capacità dei servizi sanitari e assistenziali locali di rispondere alla violenza di genere, andando ad operare anche nell’informazione destinata ai decisori politici e ad eventuali programmi di contrasto. 

Nel documento in questione, vengono stilate una serie di priorità fondamentali per rispondere adeguatamente a questa piaga:

  1. Ricercare e sviluppare metodi di ricerca di prove e testimonianze per evidenziare quanto la violenza di genere sia pericolosa, con rischi e conseguenze che devono essere prevenuti e arginati con risposte adeguate.
  2. Sviluppare linee guida, norme, strumenti e standard per generare un’efficace risposta sanitaria alla violenza contro le donne.
  3. Rafforzare la capacità dei sistemi sanitari dei Paesi di rispondere alla violenza di genere.
  4. Incoraggiare i dirigenti sanitari e stimolare la decisionalità politica ad affrontare la violenza contro le donne attraverso iniziative e collaborazioni.

A proposito del primo punto, si legge nel documento dell’OMS che le testimonianze di violenza contro le donne sono aumentate costantemente negli ultimi 20 anni, ma vi sono delle lacune che devono essere colmate per informare correttamente programmi e strategie politiche. Tra le priorità dell’OMS, c’è innanzitutto la necessità di identificare interventi efficaci nel settore sanitario per affrontare la violenza contro le donne, sia testando gli interventi ideali nei confronti delle vittime sia attuando un’idonea formazione nei confronti degli operatori sanitari che entrano in contatto con le vittime stesse.

Ancora, l’OMS ritiene necessario migliorare la misurazione delle statistiche relative alla violenza contro le donne, nonché implementare e applicare specifiche linee guida destinate soprattutto agli operatori sanitari in base alle varie situazioni in cui si potrebbero venire a trovare.

Un altro modo in cui opera l’OMS è quello di rafforzare l’approccio sanitario ad affrontare la violenza di genere nei singoli Paesi, adattando le linee guida dell’OMS alle politiche sanitarie locali. Un adattamento delle linee guida cliniche dell’OMS è ad esempio avvenuto in Botswana, Cambogia, Namibia, Pakistan, Uganda, Uruguay e Zambia, così come la stessa Organizzazione sta migliorando le competenze degli operatori sanitari in Afghanistan, Bangladesh, Congo, Iraq, Nigeria e Siria.

Nel 2016 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato un Piano d’Azione Globale per rafforzare la risposta dei sistemi sanitari alla violenza contro donne e bambine, nonché per sollecitare gli Stati membri e i partner nazionali e internazionali ad agire in vista di un rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali e della creazione di programmi di prevenzione e di informazione.

Il documento dell’OMS è visionabile nella sua versione pdf accedendo a questo link.