L'Enciclica

Laudato si' è la seconda enciclica di papa Francesco pubblicata il 24 maggio 2015, prende il nome dal Cantico delle creature di san Francesco, che loda il Signore per le sue meravigliose creature. Suddivisa in sei capitoli, raccoglie le riflessioni delle Conferenze episcopali del mondo e si conclude con due preghiere, una interreligiosa ed una cristiana, per la salvaguardia del Creato.
La nostra terra ci sta chiedendo una conversione ecologica, è necessario che l’uomo si assuma le responsabilità di un impegno per la cura della casa comune. Tutti gli uomini di buona volontà sono invitati a farsi interpreti di una “autentica ecologia umana”, una “ecologia integrale” capace di incidere sulle “cause strutturali delle disfunzioni dell'economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell'ambiente”.
“L’ambiente è un dono collettivo, patrimonio di tutta l’umanità”, “eredità comune” da custodire responsabilmente: il racconto biblico della Creazione “insegna che ogni essere umano è creato per amore, fatto ad immagine e somiglianza di Dio”, e che ogni creatura ha una sua funzione, nessuna è superflua.
Si parla di “una sola e complessa crisi socio-ambientale”. Da qui nasce il concetto di ecologia integrale, che deve dar vita ad un nuovo paradigma di giustizia e ridefinire il concetto di progresso legato al miglioramento reale della qualità della vita delle persone. Una “conversione ecologica” può condurre a riconoscere il mondo “come dono ricevuto dall'amore del Padre”.
A distanza di cinque anni, l’enciclica appare oggi più̀ rilevante che mai. Le molteplici “crepe del pianeta che abitiamo” (LS, 163) - a cominciare dallo scioglimento delle calotte di ghiaccio nell’Artico fino ad arrivare agli incendi che infuriano in Amazzonia, dai fenomeni climatici estremi che si verificano in ogni parte del mondo sino alla riduzione senza precedenti della biodiversità̀, che è alla base della struttura stessa della vita - sono  fin troppo evidenti e nocive, e non possono più̀ essere ignorate. Le parole profetiche di Papa Francesco continuano a risuonare nelle nostre orecchie: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?” (LS, 160). Le comunità̀ povere intorno al mondo sono le prime vittime della corrente degradazione ecologica, e non possiamo più̀ restare indifferenti di fronte al “grido della terra e il grido dei poveri” (LS, 49), sempre più̀ disperato.